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Sali di Schuessler |
DEFINIZIONEI sali di Schuessler sono 12 sali minerali identificati da W. H. Schuessler e definiti “preparati funzionali”, in quanto ognuno di essi eserciterebbe un’influenza specifica sulle diverse funzioni.
Nel 1873 Schuessler pubblica il testo “Abrégé de Thérapeutiques Biochimiques”. Egli definisce “Biochimica” la nuova metodica, in quanto i preparati utilizzati sono sali minerali la cui presenza è indispensabile alla costituzione e al buon funzionamento degli organi.
La teoria di Schuessler si basa sul fatto che la struttura e la vitalità degli organi del corpo umano dipendono da una quantità necessaria e da una composizione appropriata dei costituenti organici. Se si analizzano gli elementi che restano dopo combustione dei tessuti, si trovano dei costituenti inorganici che costituiscono il varo materiale di base dei tessuti e che sono essenziali alla integrità di strutture e di funzione dei tessuti stessi.
Secondo Schuessler le malattie si determinano quando si crea una deficienza nella quantità indispensabile di questi costituenti inorganici e si può riottenere l’equilibrio con la somministrazione adeguata dei sali minerali carenti.
“I tessuti sono malati perché le cellule che li costituiscono non contengono più nelle proporzioni richieste le sostanze minerali che entrano nella loro costituzione. L’apporto progressivo e a deboli dosi di queste sostanze consentirà alle cellule di ristabilire la loro integrità e vitalità”.
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sali di Schuessler
| calcarea fluorica |
| calcarea phosphorica |
| calcarea sulfurica |
| ferrum phosphoricum |
| kalium muriaticum |
| kalium phosphoricum |
| kalium sulfuricum |
| magnesia phosphorica |
| natrum muriaticum |
| natrum phosphoricum |
| natrum sulfuricum |
| silicea |
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